Scrittura e meditazione

La scrittura: il modo esclusivo dell’homo sapiens per trasmettere informazioni oltre l’orizzonte del proprio tempo

La scrittura ci offre questo straordinario potere di superare i limiti temporali della nostra vita e trasmettere le nostre nozioni e sensazioni ad altre persone che verranno dopo di noi. Così sembrerebbe che noialtri sapiens possiamo godere di questo enorme vantaggio rispetto alle altre scimmiette nostre simili, e a tutti gli altri nostri cugini e parenti più o meno lontani di altre specie viventi.

Ma siamo proprio sicuri che sia così? Non penso tanto alla possibilità che anche altre specie siano in grado di leggere e scrivere. Ma non c’è forse la possibilità che questa trasmissione di informazione tra una generazione e altre, che ci darebbe questo schiacciante vantaggio rispetto ad ogni altra specie, non possa esistere, magari attraverso altri canali?

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La Sincronicità

Sincronicità
Una rappresentazione di due particelle nello stato di “entangled”, un fenomeno fisico con caratteristiche di sincronicità

Mi sono imbattuto in un fenomeno di sincronicità proprio ieri. Mi sono svegliato ragionando sulla necessità di parlare con una persona che avevo conosciuto 3 anni fa e che non avevo più sentito da allora, pur avendo conservato il suo indirizzo email. Nella mattinata stessa, ricevo un messaggio proprio da questa persona.

Mia moglie, d’altronde, non fa che dirmi di ricevere telefonate da persone che non sente da tempo e a cui ha pensato poco prima, al punto che ci scherziamo sopra e quando qualcuno chiama, mio figlio dice subito: vuoi vedere che la Mamma dirà che lo aveva appena pensato?

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La Depressione

La depressione è come il maltempo. Bisogna aspettare che passi.

Vorrei parlare qui della depressione. Non di quella patologico-clinica, ma di quello stato d’animo, quel cattivo umore aggravato, quel pessimismo che tutti conosciamo nella vita, in forma ciclica o, i più fortunati solo in pochi momenti.

Ma, prima di tutto, voglio parlare della sua fine. Come dice nei diari che Etty Hillesum continuò a scrivere fino alla deportazione ad Auschwitz, verso cui partì cantando, e nei quali ho cercato conforto nei mesi seguiti alla perdita di nostra figlia, la depressione è come il maltempo e non c’è altro da fare che aspettare che passi da sola, ma cercando comunque di andare a letto presto. Perché spesso è anche influenzata dalla stanchezza e dalla mancanza di sonno.

Ma mi ricordo anche di alcune considerazioni fondamentali dette da uno psicologo, che ascoltai tanti anni fa per radio, in macchina, in una trasmissione della Voice of America. La depressione è figlia delle pressioni e delle aspettative che la vita ci impone. In genere colpisce le persone serie, oneste e responsabili, mentre risparmia quelle con scarso senso morale.
Lo psicologo dava due consigli fondamentali contro la depressione:

  1. Be your own best friend – sii il tuo migliore amico, fatti dei regali, fa qualcosa che ti piaccia
  2. Learn to live with uncertainty – impara a convivere con l’incertezza. L’incertezza, la fatalità, quello che non possiamo controllare, sono qualcosa con cui dobbiamo fare i conti e saper accettare con rassegnazione.

Alle volte la depressione passa all’improvviso. A me è passata ieri, dopo aver partecipato ad una videoconferenza con i miei vecchi compagni del Morosini. All’inizio, la sensazione è stata: e adesso di che cosa parliamo? Poi è stato bello e mi ha ricordato quelle feste a cui da bambini non avevamo voglia di andare e da cui dopo non volevamo più venir via.

E poi, mi veniva in mente, come un pensiero allegro e positivo, il ricordo di come è morto mio padre. Di ottimo umore, circondato dai figli e come se si trattasse di un intervento abbastanza banale, come farsi togliere un dente.

La nostra Cenerentola

La nostra Cenerentola

Ho provato a chiedermi cosa succederebbe se la mia idea di priorità per il mio Paese, che maturo da anni, fosse condivisa in modo maggioritario,  

La mia convinzione è che l’Italia fondamentalmente non cresca perché non può crescere, perché dalla seconda metà dell’Ottocento ci siamo solo preoccupati di metà di essa.  Grazie alla mediocrità della classe politica piemontese post-cavouriana, che ha guidato l’industrializzazione del Paese. La catastrofe della sanità della Lombardia, perno tradizionale dello sviluppo, ha dimostrato i limiti e la ristrettezza di visione di questa politica.


L’Italia non può crescere così perché il suo trend demografico è in calo, i cervelli giovani sono in fuga, da sempre nel Sud e oggi anche nel Nord, mentre le retribuzioni sono ferme.  Quello che manca all’appello è la domanda interna.


Parallelamente, esiste un quarto o un terzo dell’economia che sfugge al fisco, e non contribuisce alle risorse ed allo sforzo comune.  La parte forse più cospicua è quella dell’economia criminale, che nessuna lotta all’evasione riuscirà a erodere in modo significativo.


Dunque l’Italia non può crescere perché le manca la forza propulsiva. 
Eppure, noi abbiamo al nostro interno una riserva di forze, che potremmo finalmente liberare, se riconoscessimo che la nostra priorità numero 1 è la ri-conquista del Sud.


Ma se riconoscessimo la riconquista del Sud, non da parte dei nordisti, ma da parte delle forze migliori del paese (e del resto dell’Europa, perché no?) come nostra priorità numero 1, che cosa comporterebbe?
Dovremmo considerarci anche qui in guerra, come contro il Covid19, ma questa volta contro l’illegalità, per riconquistare il Sud allo sviluppo. Portando capitali e investimenti infrastrutturali, e accompagnandoli da un una lotta senza quartiere all’illegalità e all’economia sommersa.
Chiamiamolo Progetto Federico II, nome carico di richiami ad un’epoca felice della storia del Sud, e consideriamoci anche qui in guerra. La guerra per lo sviluppo. Il Sud è pieno di posti molto belli, che potrebbero diventare residenzialità di qualità, per industrie, high-tech e altre, se fossero dotati delle stesse infrastrutture di cui gode il Nord.


Sicuramente questa guerra avrebbe degli impatti negativi per qualcuno, forse per molti, ignari e insospettabili investitori in imprese sorrette da capitali di dubbia origine, ma investiti nell’economia “pulita”. Molta gente, anche e soprattutto al Nord, ne sarebbe toccata.
Sicuramente questa economia saprebbe come farsi valere e difendere le sue posizioni, “manu militari”, ma non solo. Userebbe i giornali, le televisioni, internet, i partiti politici (quali? forse tutti) per aversare questo progetto.


Chissà, forse devo risvegliarmi: non farò mai in tempo a vedere realizzata un’idea così, ma scusate se mi ostino a pensarci.

Non è scienza, ma certo è spirito

Mi è capitato di scoprire su Youtube questa registrazione di Maria Callas in Liebestod, dal Tristano e Isotta. Non sapevo di questa interpretazione e non mi pare che la Callas abbia mai portato sulla scena la figura di Isotta.

È una versione del ’49, quando usava ancora eseguire Wagner tradotto in Italiano. Ma, come osserva uno dei commentatori di questo video su YouTube, tutto questo dibattito, se Wagner vada eseguito in lingua originale o tradotto, non ha molto senso. La Callas lo avrebbe potuto cantare anche in Swahili, senza perdere nulla della sua forza espressiva. E, comunque, anche in Tedesco, occorre avere una certa familiarità con il testo, perché non sempre le parole emergono contro la potenza dell’orchestra e sono chiaramente distinguibili.

Il Liebestod, la morte nell’amore, è una efficacissima rappresentazione del trapasso, della lotta tra la vita e la morte.

Qualche riflessione sulle pandemie

Le minacce di epidemie e le zone interessate al settembre 2019 (fonte: GPMB Global Report 2019)

Mi è capitato di ricevere, in questi giorni di frenetici scambi informatici tra amici e conoscenti, un documento piuttosto profetico, datato settembre 2019, preparato dal Global Preparedness Monitoring Board, un ente indipendente sostenuto dalla Banca Mondiale e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Al di là del molto burocratese e della evidente scarsa attenzione data a questo documento dalla maggior parte dei paesi, sembra sinistramente profetico, se si guarda agli espliciti moniti di possibili epidemie di influenze pericolose per il sistema respiratorio,

Sembrerebbe di capire che qualche cosa del nostro mondo globalizzato ci porti inevitabilmente a pandemie e catastrofi naturali di varia natura.

La situazione che stiamo vivendo in questi giorni e che, verosimilmente, si protrarrà molto a lungo, è dovuta al concorso di vari elementi: è il primo sforzo di controllare un’epidemia a livello globale, attraverso lo scambio di informazioni ed azioni generalizzate; si verifica in un contesto in cui i movimenti delle persone sono cresciuti in modo senza precedenti. Gli effetti potrebbero essere incalcolabili per l’economia e per il nostro modo di vivere, tenendo conto che le nostre connessioni reciproche ci riguardano ormai dovunque e ad ogni livello.

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Le NDE

Le Esperienze ai confini della morte e lo sviluppo della spiritualità


Ho iniziato ad interessarmi alle NDE (Near Death Experiences – Esperienze ai confini della morte) dopo la perdita che più ha segnato la mia vita. Per tanto tempo, e ancora oggi, sono rimasto abbagliato dalla presenza della Morte.

Le NDE sono la cosa più vicina possibile ai confini di quel “paese inesplorato dal quale nessun viandante ritorna”.

Sono esperienze di persone spesso considerate clinicamente morte e che per qualche rara e inaspettata combinazione sono tornate in vita, raccontando ciò che hanno provato.
Il tratto comune di tutte queste numerosissime esperienze è l’immagine di un mondo di luce ed il passaggio ad una condizione di assoluta beatitudine.

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Perché mi definisco credente

La mia Stella Polare

Mi considero credente, anche se la Chiesa cattolica, il cristianesimo, l’intera tradizione giudaico-cristiana, non mi paiono altro che una delle tante metafore spirituali per spiegare il mistero.

Ma credo, perché non credo nel meccanicismo e nella casualità, neppure quella infinita. Erwin Lazlo, nel suo ‘The whispering pond’,  ha calcolato che l’età della terra è di gran lunga troppo breve per aver avuto il tempo di sviluppare la vita semplicemente in base a tutte le combinazioni casuali possibili. 

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Hardware e software

Il vecchio computer Windows continua a “vivere” come prima, con tutte le sue caratteristiche, all’interno del mio MacBook.

Gli accostamenti dell’intelligenza e dello spirito umani all’intelligenza artificiale ed alle reti di computer sono molti e, per la maggior parte, finiscono per arrivare a conclusioni negazioniste dell’ipotesi della sopravvivenza dello spirito, di un qualcosa, al venir meno della vita e dell’unità corporea. E tuttavia, proprio il richiamo informatico al backup di un computer può suggerire la possibilità di una trascendenza.

Un backup è in grado di ripristinare il computer nello stato esatto in cui era nel momento della sua esecuzione. Anche se il backup non si porta dietro tutti quei circuiti e quei pezzi che compongono il nostro computer, e la cui rottura può causare una interruzione del funzionamento della nostra macchina.

Non è infatti essenziale la sopravvivenza della macchina specifica e, in fondo, nemmeno del suo sistema operativo nativo, perché il computer, nel suo funzionamento e nei suoi dati possa essere “salvato”.

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Il Pentolone

Il Pentolone
È lì dove andremo tutti a finire?

Il Pentolone è la mia immagine mentale di quello che saremo e di dove finiremo con la morte. È naturalmente una rappresentazione ironica, ma vuole esprimere l’ipotesi di una sorta di memoria o anima collettiva umana (ma concepibile per qualunque forma vivente), dove si accumulano le esperienze di vita di tutti quelli che ci hanno preceduto, guidando ed assistendo quelli che sono in vita. È un modo per immaginare i nostri Penati, coloro che ci sono stati cari e non sono più, ma restano in questo mondo ancora accanto a noi, come presenza invisibile e forse indistinta, partecipando in qualche misura alla nostra vita.

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