Il Pentolone

Il Pentolone
È lì dove andremo tutti a finire?

Il Pentolone è la mia immagine mentale di quello che saremo e di dove finiremo con la morte. È naturalmente una rappresentazione ironica, ma vuole esprimere l’ipotesi di una sorta di memoria o anima collettiva umana (ma concepibile per qualunque forma vivente), dove si accumulano le esperienze di vita di tutti quelli che ci hanno preceduto, guidando ed assistendo quelli che sono in vita. È un modo per immaginare i nostri Penati, coloro che ci sono stati cari e non sono più, ma restano in questo mondo ancora accanto a noi, come presenza invisibile e forse indistinta, partecipando in qualche misura alla nostra vita.

Come una sorte di barriera corallina, costruita in centinaia o migliaia di anni, con gli scheletri dei minuscoli polipi che costituiscono la parte vivente del corallo. Questa idea di anima collettiva è fondamentalmente parente dell’idea junghiana di inconscio collettivo.

al mondo effimero della nostra coscienza essi comunicano una vita psichica sconosciuta, appartenente a un lontano passato; comunicano con lo spirito dei nostri ignoti antenati, il loro modo di pensare e sentire, il loro modo di sperimentare la vita e il mondo, gli uomini e gli dèi. L‘ esistenza di questi strati arcaici costituisce presumibilmente la fonte della credenza nella reincarnazione e nel ricordo di vite anteriori. (C. G. Jung, Coscienza inconscio e individuazione)

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